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ANTONIO GUADAGNINI
opere e biografia
con particolare attenzione al periodo passiranese - 1817-1838

Le Nozze di Cana, particolare del dipinto a olio su tela cm. 175x325 - 1848 - santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio (BG)

Le Nozze di Cana, particolare del dipinto a olio su tela cm. 175x325 - 1848 - santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio (BG)

"Le Nozze di Cana", bozzetto del dipinto a olio su tela cm. 35x62 - 1848 - pinacoteca di Esine (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Le Nozze di Cana, 1848 - dipinto a olio su tela cm. 175x325 - santuario della Madonna delle grazie - Ardesio (BG)

"Le Nozze di Cana", 1848 - dipinto a olio su tela cm. 175x325 - santuario della Madonna delle grazie - Ardesio (BG)

Nel giornale 'Fama' del 30 settembre 1847, leggiamo: "L'Adorazione dei Magi di Antonio Guadagnini è di molto pregio e ben si deve chiamarlo l'artista fra i migliori discepoli del Diotti", mentre il 'Corriere delle Dame' del 13 settembre elogia così il nostro pittore: "Un altro gran quadro o pala d'altare è dovuta ad Antonio Guadagnini, egualmente allievo del Diotti ed egualmente coerede del metodo e del tocco di pittura coi sullodati artisti. L'Adorazione dei Magi però, se togli l'ignobil testa di quel re inginocchiato, è in totale un'opera assai stimabile e corretta; la Vergine è di bella fattura, le vesti leggiadramente dipinte, e, se non errammo, ne parve qua e là intravedere nel Guadagnini la tendenza a svincolarsi dalle scolastiche pastoie e più che tutto dalla servile imitazione."
Nel 1848 lavora alla seconda grande tela per Ardesio, Le nozze di Cana. Di questo lavoro possiamo anche ammirarne il bozzetto presso la pinacoteca di Esine.


Deposizione dalla croce - 1848 - olio su cm. 80x150 - Santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio

Deposizione dalla croce - 1848 - olio su cm. 80x150 - Santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio

Riposizione al sepolcro - 1848 - olio su tela cm. 80x150 - Santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio

Riposizione al sepolcro - 1848 - olio su tela cm. 80x150 - Santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio

Ad Ardesio nel 1848 continua con altri due importanti lavori, due ovali sopra gli archi a lato del presbiterio. "Da Bergamo segue con ardore mazziniano l'evolversi dei moti risorgimentali che hanno il loro fulcro specialmente a Venezia, Milano, Parma, Modena. La notte dell'8 dicembre, a Esine, mentre stanno saccheggiando la cascina comunale, rapinatori sparano e gli uccidono il fratello ventisettenne Battista, falegname, che lascia indietro tre piccoli orfani - Maria, Adeodata, Giosuè - da mantenere."

Guadagnini scrive al cugino: “... Si vuole essere o liberi in Repubblica o più schiavi di prima…". Il suo pensiero è fondato anche sull'eredità lasciata dallo zio Giò Battista, arciprete che si era distinto alla fine dell'800 per il rigore morale e l'ansia di libertà.


Angeli - 1848 - carboncino su cartone cm. 120x170 - Esine coll. privata. (esposto a Passirano alla mostra

Angeli - 1848 - carboncino su cartone cm. 120x170 - Esine coll. privata. (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Transito di S. Giuseppe - 1849 - affresco cm. 270x185 - Parrocchiale SS. Pietro e Paolo a Villa di Lozio (BG)

Transito di S. Giuseppe - 1849 - affresco cm. 270x185 - Parrocchiale SS. Pietro e Paolo a Villa di Lozio (BG)

Sant'Antonio Abate - 1849 - affresco su ardesia cm. 74x53 - Esine coll. privata

Sant'Antonio Abate - 1849 - affresco su ardesia cm. 74x53 - Esine coll. privata

Nel 1848, “placati gli animi dopo l'unità d'Italia", anche l'arte ha i suoi momenti di dibattito. A Bergamo, Pasino Locatelli, letterato, aveva messo in discussione la nota Accademia e i suoi metodi d'insegnamento secondo lui obsoleti. Il professor Scuri aveva reagito con un opuscolo dove e un manifesto con una vignetta dove compariva anche il Guadagnini intento ai propri interessi anziché attento al dibattito. Infatti, il pittore, ancora accademico, è impegnato e richiesto per grandi pale d'altare e affreschi.
""Ora sto facendo un bozzetto del mio quadro che sarà grande come la stampa dell'Appiani". Si riferisce ai 'Fasti e l'Apoteosi di Napoleone' del Palazzo Reale di Monza. Infatti, sta preparandosi per un importantissimo lavoro, la cupola di Sant'Alessandro a Milano.
Nel frattempo, fa ritratti e bozzetti. Il giorno delle Palme scrive: "... avendo dato mano al mio cartone degli Angeli, sono dieci giorni, e non volendo dismettere in sul bello, perché l'opera è d'impegno, e mi pare poter farla così più di getto."
A giugno consegna il ritratto del "Figaroli", "e ora ne sto facendo un altro pure di Morto, cioè del Prevosto di Bottanuco verso l'Adda". Per la fucina del fratello Oberto, dipinge su ardesia sant'Antonio Abate.
Nel 1849 accetta il contratto per l'affresco di Lozio 'Il Transito di S. Giuseppe' nella chiesa parrocchiale SS. Pietro e Paolo, e "...pregandola ad allogarmi quelli del S. Luigi e del S. Carlo a qualunque patto, purché qualche poco di anticipazione mi si dia da passare di quando in quando a quella povera famiglia." Si riferisce alla cognata e alle nipoti orfane.


La cupola della chiesa di S. Alessandro a Milano - fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio

La cupola della chiesa di S. Alessandro a Milano - fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio.

fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio

fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio.

fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio.

fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio.

fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio

fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio.

fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio.

fotografia d'epoca del dipinto rovinato dall'incendio.

Il 1849 è l'anno dei grandi avvenimenti e il Guadagnini li vive dalla chiesa di Sant'Alessandro a Milano, dove lo Scuri aveva preso la commissione delle pareti e la cupola nella prima cappella a lato dell'altare maggiore. Nella lettera del 6 marzo lo comunica al cugino Paolo: "Il professore Scuri ebbe testè una bella comissione a Milano di dipingere a fresco una parete e la volta di una cappella nella Chiesa di S. Alessandro. Allegando, per delicatezza sua particolare, il pretesto di non potere nel termine stabilitogli ultimare la detta opera, affida a me l'esecuzione della medaglia sotto la volta che riesce più grande di quella che ho dipinto a Gianico. [...] Io metterò subito mano all'esecuzione dei bozzetti ed al cartone onde essere in ordine di recarmi a Milano in Agosto." Il lavoro è importante, il maestro alle pareti e l'allievo alla volta dipinge la Gloria di Sant'Alessandro Sauli, ma come successo in molte altre chiese, i bombardamenti della grande guerra hanno danneggiato la cupola e ridotto a chiazze gli affreschi dello Scuri. Del lavoro di Antonio rimangono poche figure, e i profeti nei pennacchi sono completamente abrasi.
Nel settembre dello stesso anno così descrive i suoi lavori: "Abbandonai Bergamo, e con esso il Colera che infuriava verso la fine d'Agosto ed era ben lieto di trovarmi in luogo dove si vivea tranquilli. [...] Io passo però le intere giornate attaccato sotto una volta come un ragno e Dio sa cosa ne risulterà poi. Tanto il Professore che io ebbimo molti incoraggiamenti e dal Segretario di Brera sig. Presconi?, e dal professore Servi, e dal Conte Nava ...".
E' il primo lavoro a cupola che esegue, ma è tale la sua bravura che diventerà uno dei massimi artisti bresciani dell'800 specializzati in questo tipo di pitture.


San Carlo in preghiera - 1850 - olio su tela cm. 160x90 - Chiesa parrocchiale della Conversione di San Paolo - Esine

San Carlo in preghiera - 1850 - olio su tela cm. 160x90 - Chiesa parrocchiale della Conversione di San Paolo - Esine

San Luigi in preghiera - 1850 - olio su tela cm. 160x90 - Chiesa parrocchiale della Conversione di San Paolo - Esine

San Luigi in preghiera - 1850 - olio su tela cm. 160x90 - Chiesa parrocchiale della Conversione di San Paolo - Esine

Le speranze di nuovi lavori, anche a rimetterci denaro, per dare aiuto alle nipoti si realizzano. Dalla fabbriceria di Esine nel 1849 riceve la commissione per i due quadri di "San Carlo e San Luigi in preghiera" per la parrocchiale della Conversione di S. Paolo.
Per le nipoti aveva programmato il loro futuro: “Quando saranno più grandicelle le figlie farò in modo che saranno accettate nel conventino delle Suore della Carità in Lovere e penso compensarle in parte spero che potrò far loro aggradire l'opera di mia mano." Intende infatti pagare la loro permanenza e gli studi con i suoi lavori che effettivamente farà dipingendo moltissimo per il conventino di Lovere.
In quegli anni continua anche il lavoro alla cupola di Sant'Alessandro dove alloggia grazie alla generosità del prevosto padre Vandoni "L'alloggio mi verrà infatti somministrato gratis...".
E' verso il 1850 che a Passirano iniziano i primi segni di ammodernamento e abbellimento della parrocchiale. Nel 1845 era morto don Faustino Paganotti sostituito da don Gian Battista Felini, eletto parroco l'otto giugno 1845. Don Felini fu "Arciprete piissimo di Passirano - cultore solerte e dotto di ottimi studi sacri - e di belle arti - Lo seguirono fino al sepolcro - la giustizia, l'integrità della vita e la ferma fede", era scritto sull'urna che accolse le sue spoglie.
Il primo intervento alla parrocchiale fu la sostituzione dell'orologio della torre campanaria. In data 22 dicembre 1849 venne stipulato il contratto con l'orologiaio Stefano Boldini. Presenti alla firma del contratto furono: il rev. don G.B. Felini parroco; Micanzi Angelo 1° deputato; Podestini Lorenzo e Valotti Giò fabbriceri; Brunelli Antonio, Soretti Tommaso, Guarneri G.B. e Bossi Angelo testimoni.
Il 5 maggio 1850 l'orologio è già sulla torre con una modifica rispetto al contratto "... essendosi stata aggiunta per intelligenza fra le parti anche l'opera del debito della mezz'ora..."
Con l'inizio della seconda metà del secolo, la chiesa di Passirano si avvia ad essere completamente ristrutturata ed abbellita.

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