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ANTONIO GUADAGNINI
opere e biografia - 1843-1848

Antonio Guadagnini
Sempre nel 1843 per racimolare qualche soldo continua con i ritratti. “Al ritratto Zitti manca qualche cosetta [...] nel medesimo tempo ne ho fatto un altro a matita piccolo tanto per buscarmi un napoleonico. [...] Facilmente avrò qualche ritratto da fare a Lovere..."
(Del ritratto di cui parla non si hanno notizie)
Lavora anche per un Sacro Cuore e per il ritratto al cugino Paolo, ma il nuovo lavoro importante gli viene commissionato da Ossimo Superiore, "La Pietà coi Santi Gervasio e Protasio". Al cugino Paolo scrive "... ho terminato la parte più difficile che è il Nazareno. Ora non mi mancano che i due santi." e a luglio "Finalmente il quadro è al termine [...] il professor Diotti si dimostra tutto contento di questa mia opera" che lo valuta "non meno di cento zecchini. Non voglio dire di aver meritato questa somma, ma se volessi computare tutte le spese [...] sono certo che colle 650 svanziche che percepisco mi riduco a zero col guadagno." e continua "vorrei almeno che questa opera mi procacciasse qualche altro lavoro più lucroso perché vorrei comperarmi il fabbisogno per l'arte e specialmente un manichino per le pieghe che è necessario."
Aspetta con ansia qualche danaro da Ossimo e scrive "Può pensare con che cuore li aspetto. Non troverei un paragone sufficiente da metter loro a fronte perché gli spasimi di un amante che brama da molti anni di rivedere la sua cara sarebbero un flato a paragone de' miei sospiri."


Sacro Cuore - 1843 - olio su tela cm.115x80 - Sacrestia Chiesa di San Giorgio - Lovere

Sacro Cuore - 1843 - olio su tela cm.115x80 - Sacrestia Chiesa di San Giorgio - Lovere

Madonna col Bambino - 1844 - olio su tela cm. 120x85 - chiesa di S. Carlo Borromeo - Esine 
            (esposto a Passirano alla mostra

Madonna col Bambino - 1844 - olio su tela cm. 120x85 - chiesa di S. Carlo Borromeo - Esine (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Le opere realizzate per le chiese bresciane dalla metà e fino alla fine dell'ottocento sono prerogativa di pochi artisti: Gaetano Cresseri, Vittorio Trainini e Antonio Guadagnini. Il periodo in cui operano è combattuto tra il Neoclassicismo, di cui il Teosa ne era rappresentante, e il Romanticismo. Il Guadagnini si mantiene nel mezzo "Guadagnini si è già assestato su posizioni che lo avvicinano a quelle della facile lettura e di una certa condiscendenza agli stereotipi tematici richiesti non solo dall'avanzare di un nuovo gusto, ma anche – e soprattutto – dalle nuove esigenze della committenza ecclesiastica. ". La necessità di sbarcare il lunario gli impone il dover adattarsi alle esigenze dei committenti, lasciando ad altri "la voglia di perdersi nelle diatribe" e cogliendo sempre più apprezzamenti e committenze.
Verso la fine del 1843 lavora al Sacro Cuore per la chiesa di San Giorgio a Lovere, e l'anno successivo alla Madonna col Bambino per la chiesa di S. Carlo Borromeo a Esine.


Madonna col Bambino - 1844 - carboncino su carta cm.43,5x39 - coll. privata (esposto a Passirano alla mostra

Madonna col Bambino - 1844 - carboncino su carta cm.43,5x39 - coll. privata (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Martirio di Sant'Alessandro - 1845 - olio su tela cm.190x130 - chiesa parrocchiale di San Lorenzo ad Arzago d'Adda (BG)

Martirio di Sant'Alessandro - 1845 - olio su tela cm.190x130 - chiesa parrocchiale di San Lorenzo ad Arzago d'Adda (BG)

La Pietà - 1845 - olio su tela centinata cm. 130x130 - sacrestia della parrocchiale di Arzago d'Adda

La Pietà - 1845 - olio su tela centinata cm. 130x130 - sacrestia della parrocchiale di Arzago d'Adda

La corrispondenza con il cugino don Paolo Federici continua incessante. Sono 118 le lettere che Oberto Ameraldi trascrive integralmente nel suo libro. L'opera del Guadagnini, per lunghi anni dimenticata, viene alla ribalta proprio grazie al libro che gli dedica il professor Oberto. Nella prefazione egli scrive: "Abbiamo ritenuto doveroso riparare, sia pur tardivamente all'ingiusta dimenticanza in cui è stato tenuto il nome del pittore Antonio Guadagnini da Esine [...]. Questo disinteresse parzialmente si spiega conside-rando che si tratta di un pittore che si è dedicato quasi completamente all'arte sacra...".
La trascrizione della corrispondenza durante la permanenza al Carrara con il cugino don Paolo, ci aiuta a conoscere a fondo il pittore e a "rilevare l'impegno costante e l'entusiasmo posti dal giovane pittore nello studio e nei suoi primi lavori, nonostante l'assillo continuo delle difficoltà economiche." Sono proprio le difficoltà economiche che lo portano a dire "Ma vadano al diavolo anche questi due quadri, cioè no, vada al diavolo chi non vuole che si facciano che sarei contento. Quel che è certo si è che a me abbisognano dinari e ci vogliono subito perché vado a sfigurare e colla locandiera che ne ha bisogno e con qualche altro.", riferendosi ad una commissione a cui sperava di poter attingere il compenso. Erano i quadri per la parrocchiale di Esine, S. Luigi e S. Carlo che probabilmente inizia nel 1850.
Continuando cronologicamente la presentazione dei suoi lavori. Nel 1844 ha quasi terminato il "Petrarca" e tralascia momentaneamente il Sacro Cuore "perché faccio l'assistente al Borgametti in un affresco" (Bergametti Francesco - Gaverina Bergamo 1815 - Bergamo 1883 - allievo di G. Diotti e di E. Scuri all'Accademia Carrara, si dedicò alla pittura sacra e all'affresco). Si esercita con le prime prove all'affresco.
Nel maggio del 1845 esegue un bozzetto "della deposizione di Cristo. Se devo credere al professore e ai compagni ho fatto una cosa buona...". E' sicuramente riferito alla Pietà di Arzago d'Adda a cui dipinge anche il Martirio di Sant'Alessandro. Nello stesso anno il maestro Scuri gli dà la bella notizia per "la Commissione di una B.V. del Buon Consiglio pel Conte Venceslao Albani qui di Bergamo.".


Vittoria di San Michele sugli angeli ribelli - 1846 - affresco - chiesa di San Michele Arcangelo - Gianico (BS)

Vittoria di San Michele sugli angeli ribelli - 1846 - affresco - chiesa di San Michele Arcangelo - Gianico (BS)

Per il pittore di Esine iniziano i lavori importanti. Gli viene commissionato l'affresco a Gianico. Dal lavoro che aveva fatto grazie al maestro Scuri, "ho guadagnato tre sovrani in pochi giorni che serviranno a medicare le ultime bisogne, e a fare i preparativi per a fresco. Ora sto esercitandomi [...] e dopo la prima settimana di agosto sarò costà per cominciare la Medaglia."
Nel frattempo esegue ritratti e piccoli quadri sacri per la famiglia Simoni di Lovere che però tarda con i pagamenti.
A Gianico nella chiesa di San Michele Arcangelo, il lavoro è importante. L'affresco della cupola nel presbiterio raffigurante la 'Vittoria di San Michele sugli angeli ribelli'. Il Guadagnini ha 28 anni e in questo affresco "irrompe dall'alto dei cieli la giovane gagliardia degli arcangeli". Con questa prova si dimostra un vero artista dell'affresco tanto che il maestro Scuri quando dovrà dedicarsi alla chiesa di S. Alessandro a Bergamo vorrà con sé il Guadagnini "perché sa quanto sia superiore ad ogni altro nelle pitture in cupola, dove le regole prospettiche non tollerano errori sia pur minimi."
Nella lettera dei primi di gennaio del 1846 scrive al cugino don Paolo Federici: "Vedrà figure grandi, piene; niente di maghero e di tisico oppure di orrido e mostruoso. Voglio introdurre colà un po' di filosofia."


Particolare dall'Adorazione dei Magi - 1847 - olio su tela cm. 175x325 - Santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio (BG)

Particolare dall'Adorazione dei Magi - 1847 - olio su tela cm. 175x325 - Santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio (BG)

Adorazione dei Magi - 1847 - olio su tela cm. 175x325 - Santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio (BG)

Adorazione dei Magi - 1847 - olio su tela cm. 175x325 - Santuario della Madonna delle Grazie - Ardesio (BG)


Nel gennaio del 1846 era morto per asma il padre G. Antonio Guadagnini (1784-1846).
Mentre continua il lavoro alla cupola manda al cugino Paolo "...il ritratto dell'Arrigoni e un piccolo del Diotti..."
Nel 1847 ha conferma dalla Fabbriceria di Ardesio della commissione per due importanti dipinti: 'L'adorazione dei Magi' e le 'Nozze di Cana'. Inizierà lo stesso anno con il primo e ne parla in una lettera "..vado all'Accademia a portare avanti la figura del Bambino che, spero, voglia riuscire come quella della Madonna che ho fatta, cioè mica male." e continua "... chi sa che non mi risolva di esporre in Brera il mio quadro."
Infatti nel giorno di S. Alessandro del 1847 grazie all'intervento del maestro Scuri si organizza per l'esposizione: "Domenica probabilmente lo farò trasportare all'Esposizione di Brera a Milano, così volendo il professor Scuri che mi ha di già raccomandato presso l'accademia per la miglior collocazione."
L'esposizione continua fino a settembre e soddisfatto scrive: “...reduce da Milano col mio quadro che non ebbe poi tutto quell'esito infelice che io mi credeva al leggere l'articolo impudente del Piazza, ma in tre altri giornali, cioè il Fama, l'Italia Musicale, e il Corriere delle Dame dove si parla dell'Esposizione di Brera ho trovato che era trattato assai bene...", e a dicembre scrive: "la Gazzetta Priv. di Milano in data 26 novembre contiene un articolo in lode al prof. Scuri con due righe per Bergametti e per me, tolto dalla Gazzetta di Venezia...".


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