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ANTONIO GUADAGNINI
opere e biografia - 1838-1843

Ritratto di ignota - 1837 - olio su cartone cm. 29x22 - collezione privata

Madonna col Bambino - 1838 - olio su tela cm. 82x67 - collezione privata

La Pietà - 1838 ca. - olio su tela cm. 123x93 - Nadro (BS)

Studio di Madonna - 1838 - olio su tela cm. 33x25 - coll. privata

L'imbarco di S. Paolo a Mileto - 1838 ca. - olio su tela cm. 91x115 - collezione privata

Madonna - 1838 - olio su tela cm. 61x46 - coll.privata

All'Accademia Carrara, il Guadagnini apprende dal Diotti l'eleganza e il gusto del disegno che esprime nei visi delle prime Madonne anche se ancora di impronta accademica. Si dimostrerà con la maturità artistica un ottimo ritrattista.
Il suo è un " tratto accademico di raffinata e stilizzata bellezza" evidenziato dalla "quasi algida perfezione degli ovali dei visi".


Ritratto di don G. Battista Donina -1838 - pastello su carta cm 52x40,5 - coll. privata

Ritratto di don G. Battista Donina -1838 - pastello su carta cm 52x40,5 - coll. privata

Studio di Madonna - 1839 - olio su tela cm. 42x30 - coll. privata

Studio di Madonna - 1839 - olio su tela cm. 42x30 - coll. privata

Madonnina - 1939 olio su tela cm. 29x21 - coll. privata

Madonnina - 1939 olio su tela cm. 29x21 - coll. privata

Negli anni dell'Accademia continuano le esercitazioni ad olio con visi di Madonne, soggetto a lui caro, ma grazie al cugino Paolo ha modo di conoscere don G.Battista Donina parroco di Nardo a cui dedica il ritratto eseguito a pastello su carta.


Studio di Santa - 1840 - olio su cartone cm. 29x21 - coll. privata

Studio di Santa - 1840 - olio su cartone cm. 29x21 - coll. privata

Madonna con libro - 1841 - olio su tela cm. 43x38 - coll. privata

Madonna con libro - 1841 - olio su tela cm. 43x38 - coll. privata

Madonna leggente - 1841 - olio su tela cm. 84x46 - coll. privata (esposto a Passirano alla mostra

Madonna leggente - 1841 - olio su tela cm. 84x46 - coll. privata

Negli anni dell'Accademia, la corrispondenza con il cugino Paolo è fitta ed interessante per noi curiosi della sua vita. Al cugino procura libri rari e in cambio chiede "Nel mettersi al colorito non si ha mai finito di spendere: vorrei comprare della biacca per la imprimitura della tela, e vorrei fare un telaio grande per la stessa, vorrei pagare il debito dell'Orlando e se ci fosse qualcosa più lo darei alla locandiera..." e nel giugno dello stesso anno è preoccupato per la salute del maestro Diotti, "Quest'anno è forse l'ultimo che siamo diretti da quest'uomo tanto necessario"...."se perdiamo Diotti nessuno può pareggiarlo", ma è comunque soddisfatto del supplente Enrico Scuri, "...come avevamo desiderato". Il mese successivo esprime il desiderio di avere a Esine "un pò di studietto..." (una stanza da adibire a studio) perché stanco di "far tanti ritratti via di casa".. Nel 1841 scrive: "Io continuo col massimo gusto a dipingere e mi pare a quel che mi dicono i compagni e il professore di non essere male incamminato..."


La pala di Sacca di Esine
Nel 1841 è ancora alla Carrara, ma inizia il suo percorso di artista con la prima importante commissione.
"Il cartone della Visitazione è quasi finito", scrive al cugino Paolo. La Visitazione è un dipinto importante, e gli è stato commissionato da don Mattia Chiarolini curato alla Sacca di Esine. "Queste vacanze lo porterò a casa e studierò al colorito le teste della Madonna e della S. Elisabetta". ..."dal primo lavoro dipende quasi sempre la buona fama di un artefice", ed è lusingato dall'apprezzamento che il maestro Diotti fa al suo bozzetto.Il dipinto lo tiene occupato fino a tutto giugno 1842 dove annota che il professor Diotti gli concede lo studio con modella per fare la Madonna. La pala di Sacca di Esine "Visitazione di Maria Vergine a Santa Elisabetta" è ad olio su tela e misura cm. 235x180.


Colloquio del Boccaccio con il Petrarca - 1843 - olio su tela c. 72x92,5 è in collezione privata.
Nel 1842, il Guadagnini esegue un San Giacomo per l'arciprete di Berzo, don Sangalli, ma si lamenta della mancanza di commissioni e "a conforto non posso che contrapporle i miei fastidi che sono molti assai [...] causa quel maledetto non aver danari e quella smania di voler pure fare il galantuomo: due cose che a volerle tenere insieme, c'è da pensare. Mai una commissione un pò bella; l'appetito che serve pulito; la polenta che rincara; e dover mangiare tutti i giorni, anche quando non si lavora...". Sempre nel 1842 esegue un bozzetto con la Presentazione, presentato da Oberto Ameraldi in un bozzetto di sua proprietà invece identificato nel bozzetto per il Santuario della Natività a Gòvine di Pisogne.
Nel gennaio del 1843 inizia il cartone per il "Colloquio del Boccaccio col Petrarca", commissionatogli dal cugino Federici. Il Diotti lo assiste "con premura".
Il dipinto, olio su tela c. 72x92,5 è in collezione privata.


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