SAN ZENO SUL NAVIGLIO

Paese sulla statale Brescia Cremona confinante con Borgosatollo, Poncarale, Flero e Brescia.
Insediamenti romani sono stati rinvenuti nel 1901, interessanti anche reperti del medioevo. È probabile che il povero nucleo abitativo di pescatori che si era insediato eressero una chiesetta dedicata a san Zenone. Già nel XII secolo alla piccola chiesa di san Zenone venne assegnata una buona dotazione fondiaria poi assorbita dal Capitolo della Cattedrale di Brescia che vi mantenne un vicario.
Nella primavera del 1484 il rappresentante degli Sforza, Gian Giacomo Trivulzio e quello di Venezia, il Sanseverino, si ritrovarono segretamente a San Zeno, e il 7 agosto, presso l’osteria delle Chiaviche sulla strada di Cremona, stipularono la pace detta di Bagnolo. Anche nel settecento ci furono anni difficili per gli abitanti, negli anni della guerra di successione spagnola con saccheggi e non mancarono anche epidemie animali, specie quella del 1711.
Nel 1704, durante la visita pastorale del vescovo Marco Dolfin alla diocesi di Brescia, il clero era complessivamente costituito dal parroco e da due sacerdoti. Il numero delle anime era di 387, di cui 285 comunicati; la dottrina cristiana era frequentata. Nella chiesa parrocchiale, attestata sotto il titolo di San Zeno, si trovavano l'altare maggiore; della scuola del Santissimo Sacramento; della Beata Maria Vergine del Santissimo Rosario; di San Rocco. Nel territorio parrocchiale esisteva l'oratorio dell'Assunta, in contrada dell'Aspes .
Citato nell’estimo visconteo del 1385 fra i comuni appartenenti alla quadra di Capriano con Mairano, durante il dominio veneto fece parte dal 1429 della quadra di Mairano, quindi della quadra di Bagnolo dal 1473 . Il comune, che nel 1493 contava 100 anime, all’inizio del sec. XVII contava 60 fuochi e 200 anime; possedeva due mulini ed una segheria; “si governava nel modo che fanno gli altri della quadra”. Nel 1679 è citato tra i borghi e le chiusure della città.
La chiesa sorta nel XVI secolo su di una precedente cappella, è dedicata a San Zenone. Nella visita del 1566, Bollani ordina il restauro della pala e del pavimento. Venne completamente ricostruita nel 1624.
L'edificio si presenta a croce latina orientata verso oriente con tre navate. Di queste, le laterali hanno un altare minore: quello a sinistra dell'Altare Maggiore è dedicato a Santa Maria Vergine, quello a destra a Sant'Antonio abate, sebbene la pala presente raffiguri una rappresentazione dell'Assunzione. L'Altare Maggiore è caratterizzato sullo sfondo da un coro ligneo. La pala mostra San Zenone in adorazione. È inoltre presente una raffigurazione della Natività. È presente una bella tela di Francesco Paglia con la Madonna e il Bambini, e i S.S. Antonio e Rocco.
Esternamente, l'edificio ha una facciata in stile neoromanico, opera dell'architetto bresciano Carlo Melchiotti che intervenne a cavallo fra il XIX ed il XX secolo. Questa operazione comportò l'abbattimento del campanile originale e la sua sostituzione con una torre campanaria nel 1893.
La raffigurazione a mosaico di san Zeno sulla facciata è opera di Giulio Papis.

Interno della chiesa

Interno della chiesa

Interno della chiesa

Interno della chiesa

Interno della chiesa

San Zenone in adorazione

San Zenone in adorazione

statua di San Zenone

statua di San Zenone