ONO DEGNO

Paese a nord-ovest di Vestone sul versante sinistro di Val del Degnone, tributario di destra del Chiese. Il nome Ono lo troviamo in un documento del 1211. Hone nel 1609. Al nome Ono è stato aggiunto Degno dal torrente che attraversa il territorio dell’ex comune.
In bolle pontificie del XII secolo è nominata la cappella di San Zenone in Andulo. Le fonti ci dicono che nel 1410 S. Zenone era già Parrocchia florida dal punto di vista economico con un censo ecclesiastico due volte superiore a quello della Pieve di Savallo.
Un antico registro, precisamente il “Libro de la scola de la madona nel forno de Ho de la fraternita" iniziato nel 1527 e continuato sino al 1636, che fissa la vita religiosa ed amministrativa di quella che in linguaggio moderno possiamo chiamare la “Confraternita della Madonna delle maestranze del forno fusorio di Ono”, permette di ripercorrere la prima fase della costruzione della chiesa attuale e di scoprire le  presenze artistiche, prima dell’ultima e definitiva sistemazione avvenuta nel 1700. Nel 1634 iniziarono i lavori di rifacimento del presbiterio che si protrassero con il resto della chiesa fino alla metà del ‘700.
San Zenone è ricordato negli affreschi della volta ad opera di Paolo Corbellini (Praga 1711- Brescia 1769) datati 1748. Sulla volta del presbiterio è affrescata la “gloria di S. Zenone”, opera di Domenico Voltolini (1666-1746), con gli Evangelisti.
Sulla grande pala del 1723 della Madonna del Rosario, attribuita da alcuni ad Andrea Celesti (Venezia, 1637 Toscolano 1712) e dal Bonomi al Bagnadore (Orzinuovi, 1550 – 1627) , San Zenone è con S. Antonio Abate, Santa Caterina e S. Domenico. Nella pala di Pietro Scalvini (Brescia, 1718 – 1792), dedicata a S. Giuseppe, S. Zenone è tra SS. Monica, Vincenzo Ferrari, Pietro e Antonio Abate.
L’altare Maggiore è stato costruito nel 1765 dal Cavaglieri, mentre la bella tela raffigurante San Zenone in gloria e raccolta da una soasa coeva, è di Antonio Paglia (Brescia, 1680 – 1747).
Le meravigliose prospettive architettoniche ad affresco degli altari laterali dovrebbero essere di Pietro Scalvini e sono uno splendido esempio di quelle “macchine scenografiche” care alla sensibilità settecentesca.

il Cristo Risorto tra i Santi Zenone e Antonio Abate- XVI sec.

il Cristo Risorto tra i Santi Zenone e Antonio Abate- XVI sec.

Interno della chiesa

Interno della chiesa

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Madonna del Rosario, attribuita da alcuni ad Andrea Celesti (Venezia, 1637 Toscolano 1712) e dal Bonomi al Bagnadore (Orzinuovi, 1550 – 1627) San Zenone è con S. Antonio Abate, Santa Caterina e S. Domenico

Madonna del Rosario, attribuita da alcuni ad Andrea Celesti (Venezia, 1637 Toscolano 1712) e dal Bonomi al Bagnadore (Orzinuovi, 1550 – 1627) San Zenone è con S. Antonio Abate, Santa Caterina e S. Domenico

Madonna con Bambino e San Zenone - Antonio Paglia (Brescia, 1680 – 1747)

Madonna con Bambino e San Zenone - Antonio Paglia (Brescia, 1680 – 1747)

S. Giuseppe, S. Zenone è tra SS. Monica, Vincenzo Ferrari, Pietro e Antonio Abate- Pietro Scalvini (Brescia, 1718 – 1792)

S. Giuseppe, S. Zenone è tra SS. Monica, Vincenzo Ferrari, Pietro e Antonio Abate - Pietro Scalvini (Brescia, 1718 – 1792)

Statua di San Zenone

Statua di San Zenone

“gloria di S. Zenone”, opera di Domenico Voltolini (1666-1746)

>“gloria di S. Zenone”, opera di Domenico Voltolini (1666-1746)

I miracoli di San Zeno

I miracoli di San Zeno

San Zenone - affreschi della volta ad opera di Paolo Corbellini (Praga 1711- Brescia 1769)

San Zenone - affreschi della volta ad opera di Paolo Corbellini (Praga 1711- Brescia 1769)

I miracoli di San Zeno

I miracoli di San Zeno

Prospettiva con angelo - Pietro Scalvini (Brescia, 1718 – 1792)

Scheda

Prospettiva con angelo - Pietro Scalvini (Brescia, 1718 – 1792)

Prospettiva con angelo - Pietro Scalvini (Brescia, 1718 – 1792)

Prospettiva con angelo - Pietro Scalvini (Brescia, 1718 – 1792)