MACLODIO

Borgata a sud-ovest di Brescia. il nome Maglò appare la prima volta in un documento del 1087, successivamente come Maclò e dal XVIII sec. come Maclodio. La dedicazione a San Zenone della chiesa primitiva fa pensare a una casa monastica ancor prima dell’istituzione dell’Ordine Benedettino.
Nel 1580, all'epoca della visita apostolica di Carlo Borromeo alla vicaria di Travagliato, il beneficio parrocchiale di Maclodio non aveva redditi "certi". Il clero era costituito dal solo parroco mercenario. Il numero delle anime era di 400, di cui 200 comunicati; la dottrina cristiana era frequentata. Nella chiesa parrocchiale, attestata sotto il titolo di San Zenone e consacrata, si trovavano tre altari.
Il 23 aprile 1590 venne redatto un inventario dei beni appartenenti alla scuola del Santissimo Sacramento. Si possiedono le nomine dei rettori-parroci dal 1778 fino al 1977. Durante i restauri del 1902 venne alla luce una scritta datata 1506 con indicazione a San Zenone per indulgenze plenarie nel giorno della sua festa.
Nel 1612 il vescovo Giorgi disponeva di costruire la sacrestia.
San Zenone è raffigurato nella pala dell’altare maggiore in una tela tra S. Carlo Borromeo e Santa Caterina.
Maclodio è ricordato nella storia per la famosa battaglia del 12 ottobre 1427 tra le truppe del duca di Milano Filippo Maria Visconti e quelle della Repubblica di Venezia e Firenze.

Interno della chiesa

il Cristo Risorto tra i Santi Zenone e Antonio Abate - XVI sec.

San Zenone è raffigurato nella pala dell’altare maggiore in una tela tra S. Carlo Borromeo e Santa Caterina.

San Zenone è raffigurato nella pala dell’altare maggiore in una tela tra S. Carlo Borromeo e Santa Caterina.

Statua lignea di San Zenone

Interno della chiesa

Interno della chiesa

Affresco con San Zenone in gloria

Affresco con San Zenone in gloria

Statua lignea di San Zenone

Statua lignea di San Zenone